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Il Grande Fratello, secondo Rebubblica.it, ha ‘un’ nome si chiama: Google, Microsoft, QuantCast Corporation e nomi di tante altre aziende che hanno a che fare con la pubblicità on-line.

Nell’articolo di FABIO TONACCI e MARCO MENSURATI su Repubblica.it il capro espiatorio è Google con tutti i suoi servizi (il motore di ricerca, la posta elettronica GMail.com, YouTube, Picassa, Google Maps, Google Analytics nei webmaster-tools, Google AdSense  ecc.. )

L’occhio che ci spia?

I Cookies, i FlashCookies, i Beacon tutti quei bei file che all’utente servono poco ma che fanno la fortuna di chi ha “le mani in pasta” nella vendita di pubblicità on-line.

Che cosa fanno?

Vanno a incrementare in modo esponenziale i preziosi database che poi verranno venduti o usati per inondarci di pubblicità mirata, secondo i nostri interessi sul web.

Privacy?

A stare a sentire “loro” (‘i ladri di dati’) nessuno viene schedato con nome e cognome, ma grazie a una dimostrazione di Matteo Flora questa cosa viene messa in dubbio. Dall’articolo di Rebubblica:

Abbiamo navigato per 10 minuti come farebbe un qualsiasi utente: abbiamo visitato il sito di Repubblica, abbiamo letto un articolo che parlava di Berlusconi, poi la notizia del passaggio di Mourinho al Real Madrid, siamo passati su un sito di vendita di automobili, abbiamo visto un’intervista al regista James Cameron, poi abbiamo controllato il nostro conto in banca e spedito un messaggio a un amico su Facebook. Su un altro computer – dotato di un software in grado di fare il profiling – abbiamo potuto vedere con gli occhi di Google. Risultato: al numero 4344222, identificativo del browser (il software di navigazione, in questo caso Explorer), era associato il nostro nome e cognome, carpito al momento dell’accesso a Facebook. Poi una lista di parole: Berlusconi, Repubblica, sinistra, politica, opposizione, Bersani, banca (e il nome del nostro istituto), Inter, Mourinho, Real Madrid, calcio, sport, film, cinema, Avatar, 3d, Cameron, avventura, automobile (e l’indicazione di un modello specifico da noi più volte cliccato), utilitaria, usato. Classificate per importanza.

Questo non vuol dire che Google agisca così, ma noi come facciamo a saperlo?

Come difendersi?

Matteo Flora (citato anche prima) consiglia il progetto a cui è a capo con The Fool (società di servizi ad-hoc per l’occasione).

Il progetto, FoolDNS Community – che si presenta come semplice indirizzo di un server DNS,  promette l’anti-schedatura semplicemente sostituendo il DNS in uso.

sul sito sono elencate le seguenti caratteristiche del DNS:

Blocco dell’Advertising

FoolDNS Community blocca l’Advertising di terze parti che non viene erogato dal dominio che state visitando. In questo modo potete essere certi che i vostri dati rimangano solamente nei log dei domini che decidete volontariamente di vistare.

Blocco dei sistemi di Profilazione

FoolDNS Community blocca i sistemi centralizzati di statistiche e reportistiche. Perchè? perchè tramite i sistemi centralizzati soggetti terzi estranei al sito che state visualizzando (ad es. Google Analytics, SiteCounter, Nielsen NetRatings) stilano statistiche di profilazione delle vostre abitudini sui vari siti, senza alcuna autorizzazione preventiva a voi che navigate.

Blocco dei Tracking Cookies

Le vostre abitudini di navigazione sono un patrimonio che appartiene solamente a voi: è per questo che FoolDNS Community blocca centinaia di domini che offrono Cookie Traccianti in gradi di rintracciare la vostra navigazione.

Blocco dei Flash Shared Objects

FoolDNS elimina efficacemente centinaia di realtà che utilizzano i famigerati Flash Shared Objects, meccanismi con cui è possibile rintracciare il singolo navigante anche quanto questi cancella i Cookie.

Impostazione forzata delle politiche di Opt-Out

FoolDNS Community vi tutela anche mentre non lo utilizzate: il sistema esclusivo di FoolDNS, infatti, imposta forzosamente i cookie di Opt-Out dai più noti servizi di Advertising in modo che l’utente sia tutelato anche se smette di usare il nostro servizio DNS.

Blocco dei Click Trackers

FoolDNS Community blocca e “ripulisce” i link destinati al tracciamento, comunemente definiti “Click Tracker”, che memorizzano il click effettuato, la provenienza e le informazioni dell’utente che ha eseguito il click.

Url Expander e Anti-Tracking

FoolDNS Community espande e “ripulisce” i link creati attraverso i portali di “url-shortening” sempre più diffusi. Mediante l’utilizzo di FoolDNS all’utente è presentata una schermata che mostra esattamente la destinazione a cui si sta per essere rediretti, con possibilità di “evitarla” e con la pulizia delle informazioni personali.

Considerazioni pratiche: che tutte le promesse dei servizi sopra citati vengano mantenute non ho avuto moto di constatarlo. Quello che ho però subito notato è un rallentamento nella risoluzione degli indirizzi (difficile battere i DNS di google ). Tuttavia: perchè non provare?

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